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28/11/2012

Il successo di Angrybirds e dei giochi freemium

Autore: Aleandro Motta

Angry Birds è, senza dubbio, una delle apps per dispositivi mobili più scaricate degli ultimi tempi. Ma quali sono le ragioni principali di questo successo planetario che ha generato decine di milioni di download? In primo luogo bisogna considerare che si tratta di un casual game cioè un gioco rivolto ad un target un po' particolare: il cosiddetto casual gamer, infatti, non è il solito teenager appassionato di tecnologia ma piuttosto un soggetto di mezza età di sesso femminile. Inoltre Angry Birds rientra in quella tipologia di giochi che richiedono scarso impegno e poca concentrazione; a differenza di altri giochi che richiedono molta concentrazione ad Angry Birds si può giocare in qualunque momento della giornata, in particolare nei tempi morti (in metro, dal dottore, sul bus). Inoltre il prodotto è stato declinato in mille modi: oltre alla versione standard esistono ambientazioni di ogni tipo che aiutano a rafforzare il brand ed aumentare la fidelizzazione Ma forse l'aspetto più interessante di questo successo è da ricercare nella politica di pricing attuata dalla Rovio, società finlandese ideatrice dell'app. Il grande successo è fa ricondurre alla scelta di mettere a disposizione degli utenti una versione del gioco free, indispensabile per consentire la diffusione del gioco, è una versione a pagamento ad un prezzo molto accessibile. Si parla in questi casi di giochi freemium.

I giochi freemium nell'industria mobile

I giochi freemium (angrybirds è il caso più esemplare) hanno avuto, negli ultimi mesi, un successo inaspettato nel settore social e mobile. Cosa si intende esattamente con questo termine? Si fa riferimento a tutti quei giochi gratis che prevedono, per l'ottenimento di alcuni servizi aggiuntivi (ad esempio per passare a nuovi livelli oppure per disporre di oggetti particolari), l'acquisto con soldi veri. L'obiettivo di questa strategia è di raggiungere il maggior numero possibile di utenti puntando sulla gratuità del prodotto e, solo in un secondo momento, vendere le funzioni “extra”. Si tratta senza dubbio di un modello totalmente rivoluzionario e vincente che presenta però anche notevoli rischi per le case di produzione.

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